Rieccomi, finalmente! Sono ritornata dopo un lungo periodo di assenza e dopo aver da poco terminato un libro bellissimo, STUPENDO, FANTASMAGORICO che vorrei assolutamente consigliarvi!!!
Sto parlando della Ragazza che hai lasciato e Luna di miele a Parigi (prequel) di Jojo Moyes, un' autrice che trovo assolutamente fantastica sotto ogni punto di vista!!!
Dopo aver letto Io prima di te ed essermi innamorata della scrittura della Moyes, ho voluto farmi coinvolgere in questo nuovo romanzo che ha confermato tutte le cose positive che pensavo su di lei.
Quindi correte in libreria e comperatelo se ancora non lo avete letto. Per me è diventato uno dei miei libri preferiti.
Dopo aver letto Io prima di te ed essermi innamorata della scrittura della Moyes, ho voluto farmi coinvolgere in questo nuovo romanzo che ha confermato tutte le cose positive che pensavo su di lei.
Quindi correte in libreria e comperatelo se ancora non lo avete letto. Per me è diventato uno dei miei libri preferiti.
"Tu sei la mia stella polare in questo mondo impazzito"
La ragazza che hai lasciato è il nome di un dipinto: il ritratto di Sophie Lefèvre, moglie del pittore francese Edouard Lefèvre.
Sophie ed Edouard si conoscono a Parigi, pochi anni prima dello scoppio della Grande Guerra, lei è una semplice commessa, mentre Edouard un artista dal carattere eccentrico e generoso.
Quando gli occhi del pittore si posano su Sophie ne restano immediatamente affascinati, al punto da chiederle il permesso di ritrarla in uno dei suoi dipinti. E' così che i due, nonostante l'appartenenza a mondi tanto lontani, si innamorano follemente e decidono di sposarsi dopo pochi mesi di fidanzamento.
"Quando i suoi amici parigini avevano trovato inspiegabile il suo amore per me, una semplice commessa, Edouard si era limitato a sorridere perché era riuscito a vedere qualcos'altro in me. Non seppi mai se avesse capito che quella luce nei miei occhi esisteva soltanto per merito suo."
Con l'inizio della prima guerra mondiale Edouard è costretto ad arruolarsi e a partire per il fronte bellico.
Rimasta sola, Sophie, decide di fare ritorno a St. Peronne, la sua città natia, per aiutare la sorella Helené e il fratello Aurelièn a gestire l'albergo di famiglia: la Coq Rouge. La vita nel piccolo paesino francese non è affatto facile. Le truppe tedesche hanno occupato la città, interrompendo qualsiasi contatto con l'esterno e terrorizzando le vite degli abitanti con ordini di arresto, continue requisizioni e abusi di potere.
La guerra si impone in modo così subdolo tra le vite degli abitanti di St Peronne , che le cose belle del mondo sembrano ormai un ricordo lontano e sfumato in una realtà che conosce da tempo solo dolore, fame e paura.
"Continuai a osservare il ritratto e per qualche istante mi ricordai com'era stato bello essere quella ragazza, senza fame, senza paura, consumata soltanto dal languido pensiero dei momenti intimi che avrei potuto trascorrere con Edouard. Quella ragazza mi rammentava che il mondo era capace di bellezza e che una volta c'erano cose come l'arte, la gioia, l'amore che riempivano il mondo, invece della paura della minestra di ortiche e del coprifuoco."
Anche davanti ad un mondo ostile e maligno, dove l'amore per il prossimo non ha ormai più valore, Sophie non smette di avere fiducia nell'essere umano e di sperare che il sole tornerà a risplendere sulla Francia.
Sono i ricordi felici con Edouard a darle la forza e il coraggio necessari per sostenere la sua famiglia e le persone che la circondano che sembrano invece aver dimenticato cosa sia la solidarietà.
"Quella ragazza, la ragazza che Edouard aveva sposato, mi guardava con un'espressione che non riconoscevo più. Lui l'aveva vista in me molto prima di chiunque altro. Parlava di consapevolezza, quel sorriso, di un appagamento conquistato e donato. Parlava di orgoglio"
La situazione per Sophie si complica quando il Komandant tedesco, Friedrich Hencken, impone la sua presenza anche presso l'albergo, costringendo le due sorelle a servire l'esercito nemico. Nonostante tutto, quell'uomo dallo sguardo intelligente e riservato, ha qualcosa di particolare. Ama l'arte come Edouard e mostra di apprezzare il ritratto che Sophie tiene appeso alle pareti del Coq Rouge. Quando la donna viene informata che Edouard è stato fatto prigioniero alle Ardenne, quel dipinto diventerà la sua ultima possibilità per riuscire a salvarlo.
Cento anni dopo il quadro di Sophie è appeso alle pareti della casa di Olivia Halston, una trentenne rimasta vedova prematuramente.
Il dipinto ha per Liv un valore inestimabile; non solo perché è il regalo di nozze che David le ha fatto a Barcellona, ma anche perché si rivede nello sguardo audace e malizioso di quella ragazza. Quell'immagine le ricorda com'era la sua vita prima che la morte del marito mettesse fine alla possibilità di essere davvero felice.
"So che può sembrare stupido, ma dopo la sua morte volevo isolarmi da tutto. Sono rimasta seduta qui per settimane. Non... non volevo vedere altri esseri umani. E anche quando stavo veramente male, c'era qualcosa nell'espressione di questa donna... Il suo era l'unico viso che riuscivo a sopportare. Sembrava ricordarmi che sarei riuscita a sopravvivere".
Liv sembrerebbe essere finalmente pronta a voltare pagina quando conosce l'ex poliziotto Paul McCafferty. Tuttavia i due scopriranno di essere legati in qualche modo a quel dipinto. Ed ecco che nuovamente, dopo quasi un secolo, il quadro di Edouard ritornerà ad essere al centro di una nuova vicenda per la quale Liv rischierà di perdere tutto ciò che ha.
"Erano passati anni prima che potesse tollerare la felicità di qualcuno senza rimpiangere di aver perso la sua. Ora la rabbia è svanita, ma lei preferisce contemplare le gioie familiari tenendosi a distanza, nelle persone che non conosce bene, come se la felicità fosse un teorema che le piace veder dimostrato"
La ragazza che hai lasciato è uno di quei libri che dovete assolutamente leggere. Non troverete soltanto una storia d'amore, ma anche una storia di speranza e di fede.
E' quasi impossibile, penserete, che possa esistere la fede o la speranza in un mondo dilaniato dalle atrocità della guerra. Eppure Sophie non si arrende mai. Nonostante abbia tutti contro, comprese le persone che ama, non smette nemmeno per un secondo di sperare che tutto avrà un lieto fine.
"Sapete come ci si sente quando si è rassegnati al proprio destino? E' una sensazione quasi gradita. Non ci sarebbe stato più dolore, niente più paura, niente più desiderio. E' la morte della speranza che arriva come massimo sollievo"
Anche Liv è disposta a rischiare tutto per ciò in cui crede. Il suo mondo sta per sgretolarsi davanti ai suoi occhi, eppure non si arrende perché il suo cuore le dice che sta facendo la cosa giusta. E' proprio questo che ho amato di questo romanzo. L'idea che non bisogna mai arrendersi neanche quando le persone che amiamo ci suggeriscono di cambiare strada. E' vero, rischiare tutto ciò che si ha può essere pericoloso, ma almeno alla fine non rimpiangeremo di non averci provato o di non averci creduto abbastanza.
"Va in terrazza a guardare il cielo per dieci minuti e ricordati che fondamentalmente la nostra è una futile esistenza senza significato e che probabilmente il nostro piccolo pianeta sarà risucchiato da un buco nero, quindi niente di tutto questo avrà importanza in ogni caso"
Ho letto diverse recensioni su questo romanzo. Molti hanno apprezzato la prima parte ambientata nella guerra, mentre hanno trovato noiosa e lenta la seconda, dedicata alla vita di Liv. Io non sono d'accordo con queste considerazioni. Per me la Mojes ha saputo in ogni caso trasmettermi i sentimenti dei personaggi, riuscendo a farmi immedesimare nei loro panni. Ho sentito la paura, il terrore e la speranza di Sophie alimentata dal suo amore per Edouard, ma ho percepito anche le difficoltà di Liv, una donna che ha perso il proprio marito e che ha visto la sua vita fermarsi, mentre quella degli altri proseguiva come se nulla fosse mai accaduto.
Entrambe sono determinate a seguire la propria strada, non rinunciano a ciò in cui credono anche se al resto del mondo le loro scelte appaiono assolutamente stupide e avventate.
Sophie ed Edouard si conoscono a Parigi, pochi anni prima dello scoppio della Grande Guerra, lei è una semplice commessa, mentre Edouard un artista dal carattere eccentrico e generoso.
Quando gli occhi del pittore si posano su Sophie ne restano immediatamente affascinati, al punto da chiederle il permesso di ritrarla in uno dei suoi dipinti. E' così che i due, nonostante l'appartenenza a mondi tanto lontani, si innamorano follemente e decidono di sposarsi dopo pochi mesi di fidanzamento.
"Quando i suoi amici parigini avevano trovato inspiegabile il suo amore per me, una semplice commessa, Edouard si era limitato a sorridere perché era riuscito a vedere qualcos'altro in me. Non seppi mai se avesse capito che quella luce nei miei occhi esisteva soltanto per merito suo."
Con l'inizio della prima guerra mondiale Edouard è costretto ad arruolarsi e a partire per il fronte bellico.
Rimasta sola, Sophie, decide di fare ritorno a St. Peronne, la sua città natia, per aiutare la sorella Helené e il fratello Aurelièn a gestire l'albergo di famiglia: la Coq Rouge. La vita nel piccolo paesino francese non è affatto facile. Le truppe tedesche hanno occupato la città, interrompendo qualsiasi contatto con l'esterno e terrorizzando le vite degli abitanti con ordini di arresto, continue requisizioni e abusi di potere.
La guerra si impone in modo così subdolo tra le vite degli abitanti di St Peronne , che le cose belle del mondo sembrano ormai un ricordo lontano e sfumato in una realtà che conosce da tempo solo dolore, fame e paura.
"Continuai a osservare il ritratto e per qualche istante mi ricordai com'era stato bello essere quella ragazza, senza fame, senza paura, consumata soltanto dal languido pensiero dei momenti intimi che avrei potuto trascorrere con Edouard. Quella ragazza mi rammentava che il mondo era capace di bellezza e che una volta c'erano cose come l'arte, la gioia, l'amore che riempivano il mondo, invece della paura della minestra di ortiche e del coprifuoco."
Anche davanti ad un mondo ostile e maligno, dove l'amore per il prossimo non ha ormai più valore, Sophie non smette di avere fiducia nell'essere umano e di sperare che il sole tornerà a risplendere sulla Francia.
Sono i ricordi felici con Edouard a darle la forza e il coraggio necessari per sostenere la sua famiglia e le persone che la circondano che sembrano invece aver dimenticato cosa sia la solidarietà.
"Quella ragazza, la ragazza che Edouard aveva sposato, mi guardava con un'espressione che non riconoscevo più. Lui l'aveva vista in me molto prima di chiunque altro. Parlava di consapevolezza, quel sorriso, di un appagamento conquistato e donato. Parlava di orgoglio"
La situazione per Sophie si complica quando il Komandant tedesco, Friedrich Hencken, impone la sua presenza anche presso l'albergo, costringendo le due sorelle a servire l'esercito nemico. Nonostante tutto, quell'uomo dallo sguardo intelligente e riservato, ha qualcosa di particolare. Ama l'arte come Edouard e mostra di apprezzare il ritratto che Sophie tiene appeso alle pareti del Coq Rouge. Quando la donna viene informata che Edouard è stato fatto prigioniero alle Ardenne, quel dipinto diventerà la sua ultima possibilità per riuscire a salvarlo.
Cento anni dopo il quadro di Sophie è appeso alle pareti della casa di Olivia Halston, una trentenne rimasta vedova prematuramente.
Il dipinto ha per Liv un valore inestimabile; non solo perché è il regalo di nozze che David le ha fatto a Barcellona, ma anche perché si rivede nello sguardo audace e malizioso di quella ragazza. Quell'immagine le ricorda com'era la sua vita prima che la morte del marito mettesse fine alla possibilità di essere davvero felice.
"So che può sembrare stupido, ma dopo la sua morte volevo isolarmi da tutto. Sono rimasta seduta qui per settimane. Non... non volevo vedere altri esseri umani. E anche quando stavo veramente male, c'era qualcosa nell'espressione di questa donna... Il suo era l'unico viso che riuscivo a sopportare. Sembrava ricordarmi che sarei riuscita a sopravvivere".
Liv sembrerebbe essere finalmente pronta a voltare pagina quando conosce l'ex poliziotto Paul McCafferty. Tuttavia i due scopriranno di essere legati in qualche modo a quel dipinto. Ed ecco che nuovamente, dopo quasi un secolo, il quadro di Edouard ritornerà ad essere al centro di una nuova vicenda per la quale Liv rischierà di perdere tutto ciò che ha.
"Erano passati anni prima che potesse tollerare la felicità di qualcuno senza rimpiangere di aver perso la sua. Ora la rabbia è svanita, ma lei preferisce contemplare le gioie familiari tenendosi a distanza, nelle persone che non conosce bene, come se la felicità fosse un teorema che le piace veder dimostrato"
La ragazza che hai lasciato è uno di quei libri che dovete assolutamente leggere. Non troverete soltanto una storia d'amore, ma anche una storia di speranza e di fede.
E' quasi impossibile, penserete, che possa esistere la fede o la speranza in un mondo dilaniato dalle atrocità della guerra. Eppure Sophie non si arrende mai. Nonostante abbia tutti contro, comprese le persone che ama, non smette nemmeno per un secondo di sperare che tutto avrà un lieto fine.
"Sapete come ci si sente quando si è rassegnati al proprio destino? E' una sensazione quasi gradita. Non ci sarebbe stato più dolore, niente più paura, niente più desiderio. E' la morte della speranza che arriva come massimo sollievo"
Anche Liv è disposta a rischiare tutto per ciò in cui crede. Il suo mondo sta per sgretolarsi davanti ai suoi occhi, eppure non si arrende perché il suo cuore le dice che sta facendo la cosa giusta. E' proprio questo che ho amato di questo romanzo. L'idea che non bisogna mai arrendersi neanche quando le persone che amiamo ci suggeriscono di cambiare strada. E' vero, rischiare tutto ciò che si ha può essere pericoloso, ma almeno alla fine non rimpiangeremo di non averci provato o di non averci creduto abbastanza.
"Va in terrazza a guardare il cielo per dieci minuti e ricordati che fondamentalmente la nostra è una futile esistenza senza significato e che probabilmente il nostro piccolo pianeta sarà risucchiato da un buco nero, quindi niente di tutto questo avrà importanza in ogni caso"
Ho letto diverse recensioni su questo romanzo. Molti hanno apprezzato la prima parte ambientata nella guerra, mentre hanno trovato noiosa e lenta la seconda, dedicata alla vita di Liv. Io non sono d'accordo con queste considerazioni. Per me la Mojes ha saputo in ogni caso trasmettermi i sentimenti dei personaggi, riuscendo a farmi immedesimare nei loro panni. Ho sentito la paura, il terrore e la speranza di Sophie alimentata dal suo amore per Edouard, ma ho percepito anche le difficoltà di Liv, una donna che ha perso il proprio marito e che ha visto la sua vita fermarsi, mentre quella degli altri proseguiva come se nulla fosse mai accaduto.
Entrambe sono determinate a seguire la propria strada, non rinunciano a ciò in cui credono anche se al resto del mondo le loro scelte appaiono assolutamente stupide e avventate.

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